Potrei raccontarvi tutta la letteratura delle leggende sul perché il ferro di cavallo va girato e appeso all’insù e indagare fra le diverse idee dei vari popoli della terra, infatti in alcune culture va appeso all’insù e in altre all’ingiù, ma non sarebbe la nostra verità. Non ho deciso di cambiare il logo perché mi sono accorta di un errore; in fondo Tomas a suo tempo lo ha realizzato trasformando come idea il nostro bel portico di entrata in un ferro, cosi da richiamare l’energia del cavallo.
La vera storia è questa…
Mentre coronavo il percorso di formazione Raidho al Settimo Chakra ero in compagnia di Carlita, splendida amazzone italo argentina, folti e lunghi capelli, lentiggini e un magnetico accento spagnolo. Era la prima volta che la incontravo e che lei incontrava me.
Iniziamo il nostro lavoro da terra con il cavallo, condividiamo un pranzo che ricordo nei minimi dettagli per l’intensità delle nostre parole e trascorriamo insieme la giornata. Mi piacciono questi pranzi! Ora che ci penso dovremmo fare tutti, almeno una volta alla settimana, un pranzo così..mangi un solo antipasto ed esci super sazia di ispirazione e gratitudine per aver incontrato una donna meravigliosa.
Ad ogni modo cosa, centra tutto questo con il nostro nuovo logo?
Durante i primi esercizi della giornata con i cavalli indossavo la mia giacca che porta il ricamo dell’ormai vecchio logo.
Vedo che lei lo osserva e alla prima pausa mi si avvicina ed esclama con forza che ha visto subito che il logo richiama un luogo di grande energia, di cavalli, di passione e mi incita a continuare su questa strada, a non mollare anche se a volte è difficile ma.. ma.. il ferro cosi girato blocca, blocca l’energia, non permette il fluire dell’energia, lo scambio, la comunicazione fra cielo e terra, fra maschile e femminile, la relazione fra tutti gli esseri, visibili e invisibili.
Inizialmente la ascolto e subito penso “Ma che vuole questa Carlita e chi si crede di essere, in fondo il ferro ricalca l’arco presente fra le due torri dell’agriturismo e bla bla bla..”.
Ma mentre mi accorgo della sciocca reazione del mio ego, inizio ad ascoltare davvero ciò che sta dicendo, a sentire qualcos’altro oltre le parole, inizio a sentire la gioia del suo esprimersi, la leggerezza di dare voce ad una sua percezione arricchita da brillante conoscenza.
E mi piace ora ciò che sento. E ancora più con stupore inizio a percepire che è esattamente ciò che voglio, abitare e creare un luogo dove si respiri liberamente, dove le relazioni siano autentiche, dove l’amore trionfa. Ed è esattamente il motivo che mi ha spinto a cercare strade nuove e dare voce a ciò che io sento come “vedere il cavallo in modo nuovo”, come mi disse all’inizio del percorso un grande maestro, di nome Pasquale (ma questa è un’altra storia).

Così la nuova simbologia del logo, di questa immagine che parla di noi, inizia a prendere forma e diventando realtà ci permette di piantare un piccolo seme. Decidiamo di ribaltare questa grande energia che è il ferro di cavallo e scivolare in azioni nuove.
Qual’è il focus? Il benessere di cavalli e uomini.
